Le garanzie reali e personali sono strumenti molto utilizzati nel settore bancario allo scopo di ridurre il rischio finanziario di un’operazione. La banca o l’ente che eroga un finanziamento all’impresa, infatti, a volte necessita di ulteriori elementi che aumentino la possibilità di restituzione del capitale.

L’emergenza Covid19 ha messo in ginocchio famiglie e imprese . Una crisi senza precedenti ha coinvolto migliaia di privati e aziende, che si trovano in grande difficoltà ad affrontare la sospensione dei mutui, i pagamenti delle bollette e spese quotidiane pesanti da sostenere. Per fortuna lo Stato ha introdotto prestiti garantiti per aiutare economicamente gli italiani. Ecco la guida agli aiuti statali per emergenza Coronavirus.

In questo periodo abbiamo continuato a lavorare da remoto per consentire ai nostri clienti di non essere penalizzati dalla necessità di rimanere a casa e siamo comunque riusciti a garantire un servizio efficiente.

L’emergenza Coronavirus non sembra volersi arrestare. Gli ultimi dati diffusi dalla protezione civile sono in chiaroscuro. Da un lato si assiste a un aumento del numero di guariti e a uno stabilizzarsi dei deceduti, dall’altro lato, però, l’andamento dei nuovi contagiati stenta a rallentare in maniera sensibile. Così, il famoso plateau o picco, all’apparenza molto vicino, ancora non viene raggiunto. E, di risposta, il governo ha deciso di prorogare le misure restrittive già adottate nel mese di marzo fino al prossimo 13 aprile. Almeno momentaneamente. Sì, perché molto probabilmente si continuerà a seguire la linea dell’austerità anche dopo la nuova scadenza dettata dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Fino a quando? È presto per dirlo. Di certo bisognerà aspettare il raggiungimento del picco e che l’R0 (è il numero di riproduzione di base, che rappresenta il numero medio di infezioni prodotte da ciascun individuo infetto) scenda al di sotto di 1.

Le misure di sostegno

Insomma, ci vorrà del tempo. Una finestra, abbastanza grande, che richiede sacrifici a famiglie e imprese. Non tutti sono riusciti a conservare il proprio posto di lavoro e molte imprese sono state costrette a chiudere l’attività. Il governo ha cercato di dare loro un supporto con una manovra a marzo da 25 miliardi di euro che prevede numerose misure. Tra queste un supporto di 600 euro una tantum (valido solo per il mese di marzo) ad autonomi e partite Iva (da segnalare che in questi giorni si stanno registrando numerose difficoltà per accedere al sito dell’Inps e richiedere il contributo), un credito d’imposta del 60% sugli affitti pagati da imprese ed esercizi commerciali che si sono trovano in difficoltà, un bonus baby-sitter di 600 euro, lo stop ai mutui per chi non è più in grado di pagare, e oltre a 400 milioni stanziati a favore degli 8mila comuni italiani che potranno così aiutare le famiglie più bisognose. Tutto questo, ahinoi, potrebbe però non essere sufficiente.

Come tutelarsi: le famiglie

Ma se non si hanno i requisiti per “sfruttare” le misure di sostegno varate dal governo, famiglie e imprese possono valutare strade alternative per potersi tutelare. Nel caso del mutuo, per esempio, il contraente potrebbe “approfittarne” per fare un check-up al proprio piano di ammortamento e valutare la possibilità di rottamare il vecchio finanziamento o di rinegoziarlo con il proprio istituto di credito. Le misure super espansive adottate dalla Bce hanno favorito un abbassamento dei benchmark di riferimento dei mutui e oggi si trovano offerte a tassi fissi irripetibili. Se, invece, si ha scarsa liquidità a disposizione si può tentare la strada della “surroga+liquidità” (si può ottenere della liquidità rispetto al residuo del mutuo, allungando la durata del finanziamento), oppure si può provare a chiedere un prestito personale: per chi non ha perso il posto di lavoro, una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla cessione del quinto (il debito viene estinto cedendo all’ente erogatore un quinto del proprio stipendio); per chi ha una posizione lavorativa in difficoltà, invece, si potrebbe approfittare di una soluzione allo studio del governo e che potrebbe essere approvata a giorni, ovvero un finanziamento (condiviso e garantito dallo Stato) fino a 10mila euro alle famiglie che ne faranno di richiesta alle banche e che potrà essere restituito in 30 anni senza interessi a partire da marzo 2021.

Come tutelarsi: le imprese

Anche per le imprese (il decreto definitivo dovrebbe essere firmato oggi 3 aprile) ci sono altre misure di sostegno allo studio, tra cui un finanziamento fino a 250mila euro (sempre condiviso e garantito dallo Stato) erogato dalle banche che potrà essere restituito in 30 anni senza interessi. Una soluzione che potrebbe diventare realtà anche grazie ai 1.800 miliardi liberati dalla Bce proprio a favore dei prestiti a famiglie e imprese (in pratica, la Banca Centrale Europea ha concesso più flessibilità alle banche sui vincoli a patrimonio e ai crediti deteriorati). Nel frattempo, sarà possibile sfruttare le tante iniziative già messe in campo. Come quella di Borsadelcredito.it, che ha lanciato un prodotto (Cash Anti Covid-19) pensato proprio per sostenere le piccole e medie imprese colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso. Si tratta di un finanziamento bullet della durata di 6 mesi progettato per coprire le spese correnti delle Pmi (come salari e stipendi, affitti, utenze, ecc.) per il prossimo semestre. Attraverso questo prodotto, si andrà ad anticipare fino a 500mila euro per le imprese che hanno un fatturato annuo maggiore di 10 milioni, e fino a 300mila per le imprese sotto questa soglia. L’azienda ripagherà l’anticipo ricevuto solo allo scadere dei sei mesi, attraverso un ulteriore finanziamento rateale della durata di 12 mesi o più.

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