Sembra incredibile, purtroppo vero, ma il sito INPS non consente più ai contribuenti italiani appartenenti agli Statali, il settore dei dipendenti pubblici, di conoscere il saldo del Trattamento di Fine Servizio (il TFR spettante a chi lavora nel settore pubblico).

TFS: Cos’è e Quando Spetta 

A differenza del Trattamento di Fine Rapporto, il TFR spettante nel comparto privato, i dipendenti pubblici sono soggetti a un altro tipo di trattamento che, però, non è proprio la medesima cosa.La buonuscita ai dipendenti pubblici non è erogata direttamente ovvero mediante rate negoziate direttamente con il datore di lavoro, ma segue una normativa tassativa. Solitamente il TFS è erogato a 1 anno ovvero 2 anni di distanza dall’accesso al Sistema Pensionistico secondo queste regole:

 Trattamento di Vecchiaia. 12 Mesi dalla data di Pensionamento.
 Trattamento di Anzianità. 24 Mesi dalla data di Pensionamento.
Se, invece, il pensionato ha aderito a misure pensionistiche particolari, ad esempio la Quota 100 che consente di andare in pensione in anticipo, allora occorrerà aspettare anche più di due anni, ossia i 12 o i 24 mesi previsti da quando avessero maturato i requisiti per accedere o alla pensione di vecchiaia ovvero a quella di anzianità. Teoricamente potrebbero volerci anche 6 anni.
Come Conoscere il TFS
Per conoscere la cifra spettante del TFS, il dipendente che ha lavorato nel settore pubblico, ha due scelte:
 Aspettare che il sistema INPS torni disponibile.
 Richiedere un Prestito a una Banca, ossia veicolare la richiesta per l’accesso e la fruizione del credito e ottenere l’anticipo del TFS.
Si può ottenere un anticipo del TFS rivolgendosi agli istituti bancari convenzionati con lo Stato in modo agevolato. Grazie a questa convenzione, i dipendenti pubblici potrebbero ottenere fino a 45.000€ di prestito pagando un tasso di interesse legato al cosiddetto “Rendistato” più uno spread pari a +0,30%.
Il Rendistato, pubblicato dalla Banca d’Italia con frequenza mensile, recepisce il rendimento medio dei Titoli di Stato Italiani registrato nel mese di competenza. A titolo esemplificativo, riportiamo il dato di dicembre 2019, mese in cui il rendistato è pari a 0,898%.
Secondo la regola stabilita ex ante dalla convenzione, la Banche presso le quali il dipendente pubblico potrebbe richiedere un prestito agevolato, dovrebbero corrisponderli una cifra fino a 45.000€ (fermo restando l’entità reale del TFS che sarà riconosciuta proprio anche grazie a questa richiesta, come dicevamo) pagando un tasso d’interesse fino a un massimo di 1,198% all’anno.
La Questione dei Prestiti
Tutto semplice e lineare a quanto sembra. Oltre che conveniente, visto il tasso d’interesse veramente basso e la possibilità di ottenere in anticipo il TFS, o parte di esso (ricordiamo la soglia dei 45.000€) senza dover attendere tutti quei mesi.
In realtà qualcosa non è andato per il verso giusto. Il rendistato di gennaio sarà addirittura più conveniente come tasso applicato a un ipotetica richiesta di prestito da parte dell’ex dipendente pubblico.
Il problema, invece, sta nel fatto che non ci sia ancora la circolare Ministeriale del MEF necessaria nel riportare le Banche aderenti a questi prestiti agevolati e alla convenzione stessa.
Questo, perché, gli istituti bancari ritengono poco conveniente rilasciare questi prestiti, comunque su denaro da erogare certamente, a un così basso tasso d’interesse, potendone applicare uno molto più alto, a tassi di mercato ben superiori a quelli riportati secondo la regola del Rendistato (il cui massimo è arrivato a oscillare l’anno passato tra l’1,7% e il 2%).
Se lo Stato pensò allora che le Banche aderissero tranquillamente alla convenzione sempre, quel che sta accadendo quest’anno non pare dare seguito all’intendimento e l’abbassamento dei rendimenti ha, di fatto, diminuito l’economicità della scelta di istituti che seguono comunque regole di mercato.
Anticipo TFS: Come Fare
Per richiedere l’anticipo TFS, l’ex dipendente pubblico si trova oggi dinnanzi a una via senza uscita e poche alternative se non quella di richiederlo tramite una Banca o un istituto finanziario che garantisca l’accesso al credito, a titolo oneroso.
Venuta meno la convenzione, con le Banche che difficilmente aderiranno a quanto previsto dal Rendistato, teoricamente chi avrà bisogno dell’anticipo TFS e non vorrà aspettare anche fino a 6 anni, come descritto in precedenza, dovrà passare tassativamente dalle Banche e magari pagare un tasso d’interesse annuo fino al 4-5%.
Sempre che non ci siano Banche che aderiranno alla convenzione e consentiranno l’anticipo del TFS con tasso d’interesse intorno all’1%, di sicuro conveniente.
Un empasse davvero imbarazzante: se da un lato l’INPS non consente, visto l’abuso dei suoi sistemi, di conoscere la reale cifra spettante del TFS agli ex dipendenti statali, dall’altro le Banche avranno davvero interessi reali a concedere prestiti sotto la soglia di mercato?
Intanto il tempo passa e, come regola impone visto quanto accade con i debiti dello Stato, a differenza di quelli privati o di quando sono i cittadini di debitori, c’è spazio di manovra e, come recitava il titolo di un vecchio film, “Il Paradiso può Attendere“.

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