In Italia i consumi crescono per il sesto anno consecutivo. A dirlo è la 26esima edizione dell'Osservatorio Findomestic secondo cui, nel 2019, gli italiani hanno speso 1.090 miliardi di euro tra beni e servizi, l'1,1% in più rispetto al 2018. Significativo il sostegno ai consumi offerto dal mercato del credito al consumo, cresciuto l'anno scorso del 3,9%: da otto anni consecutivi rappresenta il mezzo principale con cui le famiglie esaudiscono i loro progetti, dato interessante se unito al trend ancora positivo dei prestiti personali (+5 nei primi nove mesi del 2019 secondo l’Osservatorio Assofin, Crif e Prometeia). Tutto ciò spinge i consumatori italiani a un largo consumo di beni durevoli (casa, auto e moto, elettronica, elettrodomestici) che hanno dato un contributo significativo al mercato, l'anno scorso, con 75 miliardi di euro, il 2,1% in più rispetto al 2018.

Regine del mercato auto e moto: +3,5%. A fare la parte del leone nei consumi degli italiani, secondo l'Osservatorio Findomestic, è stato il comparto dei veicoli che, nel 2019, tra auto e moto, ha registrato acquisti in aumento del 3,5%. Più nel dettaglio, la spesa delle famiglie è aumentata del 4,5% per l'acquisto di auto nuove, mentre sono ancora in calo i diesel (-24%) a vantaggio delle auto a benzina (+27%) e di quelle ad alimentazione alternativa (+14%). Marginale, per ora, la quota delle full electric (0,5%), mentre è stato positivo il 2019 dell'usato, in rialzo del 2,3%, e delle moto, in progressivo recupero (+6,1%) nonostante l'ennesima contrazione delle vendite dei cinquantini (-5,2%) penalizzati anche dalla concorrenza delle e-bike (+7,2%).  Nel mercato dei veicoli, l'Osservatorio mette in evidenza come gli italiani, fanno sempre più ricorso al credito al consumo, acquistando a rate il 75% delle auto nuove, il 90% delle usate e il 91,6% di moto e scooter.

Crescono i consumi per casa (+2,1%) ed elettrodomestici (+3,1%). Tra i beni durevoli, è la casa a segnare la performance migliore per nell'area dei mobili (+2,1%) e degli elettrodomestici (+3,1%): due settori, sottolineano gli esperti, che continuano a beneficiare della proroga degli incentivi fiscali e della ripresa del mercato immobiliare. Una spinta importante ai consumi di beni durevoli arriva dall'ecommerce, che incide per oltre il 20% in mercati come la fotografia, i piccoli elettrodomestici e l'informatica.

Battuta d'arresto per il mercato della tecnologia. Il settore, secondo l'Osservatorio Findomestic, sconta la prima flessione dell'ultimo decennio nel mercato degli smartphone, in calo del 6% soprattutto a causa del contesto condizionato da una minore spinta agli acquisti in attesa dell'avvento del 5G. Ancora in calo i televisori (-5,4%), mentre prosegue il boom degli smart speaker (+9,3%) sempre più presenti nelle case degli italiani.

Per ciò che riguarda il settore edilizio, in Italia esistono un buon numero di agevolazioni fiscali, tra bonus dedicati a chi sceglie di effettuare lavori di riqualificazione ecologica degli appartamenti o altri bonus fiscali come quelli dedicati alle ristrutturazioni edilizie.

La formula è semplice e molto apprezzata, e corrisponde ad uno sgravio fiscale sull’Irpef, di percentuale variabile secondo il tipo di sostegno, oppure ad uno sconto immediato che viene applicato dall’impresa, o dall’esercente commerciale, che poi recupera la somma scontata assumendo l’agevolazione fiscale.

Tra le agevolazioni per le ristrutturazioni edili, una in particolare era molto attesa ed è stata inserita nella legge di bilancio 2020: il bonus facciate, attivo dal primo gennaio.

Chi ristruttura le facciate degli edifici può ottenere detrazioni del 90%

Il bonus è già operativo da inizio gennaio 2020, ed è stato inserito nel Piano case presente nella nuova legge di bilancio varata dal governo Conte bis.

Dedicato a chi ristruttura le facciate di interi condomini o di edifici singoli privati, permette una detrazione pari al 90% calcolata sull’importo dei costi sostenuti per la ristrutturazione.
In questo caso è stata prevista una novità interessante: la cumulabilità, che permette di unire la ristrutturazione a lavori per il miglioramento dell’efficienza energetica oppure, o anche, quelli necessari a porre in atto la sicurezza strutturale antisismica.

Le spese detraibili

È possibile ottenere la detrazione, fino al 90%, delle spese sostenute per lavori di:

  • recupero della facciata in caso di danni
  • restauro della facciata per abbellimento

In pratica, si tratta di opere di rifacimento delle facciate esterne dei palazzi, sia per abbellimento che per restauro, ma non è tutto: anche il rifacimento dei balconi, delle ringhiere o la sola intonacatura o il rifacimento degli impianti fluviali sono compresi nel bonus facciate 2020.
Non sono stati stabiliti limiti di spesa, e, per accedere all’agevolazione, è necessario produrre tutta la documentazione attestante i lavori, che devono essere pagati con metodi tracciabili e parlanti, nel senso che, nella causale di pagamento, vanno inseriti i dati dell’acquirente e dell’impresa edile che fornisce i lavori.

Chi può accedere al bonus facciate 2020?

Dipendenti statali, lavoratori autonomi e pensionati possono accedere alle agevolazioni previste. Nel caso dei lavoratori, la richiesta va presentata in fase di dichiarazione reddituale, mentre per i pensionati al momento della presentazione del 730.
È bene anche sapere che le strutture interessate sono quelle dislocate nei centri storici dei comuni italiani e nelle zone adiacenti.

Questo è quindi il momento giusto per valutare un finanziamento importante per avviare un processo di abbellimento, riqualificazione e messa in sicurezza degli stabili.

Sembra incredibile, purtroppo vero, ma il sito INPS non consente più ai contribuenti italiani appartenenti agli Statali, il settore dei dipendenti pubblici, di conoscere il saldo del Trattamento di Fine Servizio (il TFR spettante a chi lavora nel settore pubblico).

TFS: Cos’è e Quando Spetta 

Tassi di interesse aggiornati per i prestiti con cessione del quinto. Questa la novità per il primo trimestre del 2020 comunicata dall’Inps con il messaggio numero 14 del 2020. I tassi cambiano in maniera direttamente proporzionale all’età del soggetto richiedente il finanziamento e sono fondamentali per la determinazione dei tassi usurari.

Cosa cambia nel primo trimestre del 2020